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Aprile
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Sull’orizzonte azzurro dell’Adriatico, le Isole Tremiti sembravano solo un rifugio per monaci e penitenti. Ma sotto la guida di un abate dal volto severo e dagli occhi ardenti, si accese una scintilla che avrebbe sfidato l’autoritΓ millenaria di Montecassino. Non era solo una contesa tra religiosi: era una battaglia per l’anima di un’isola, per il diritto all’autonomia, per la libertΓ di decidere del proprio destino, anche sotto il giogo sacro della Chiesa.
Oggi vogliamo ricordare la storia di un benedettino straordinario, quella di Adamo (nato nel 990 e poi venerato santo dalla Chiesa con ricorrenza il 3 giugno), che, intorno alla metΓ dell’ XI secolo, divenne abate del monastero di Santa Maria delle Isole Tremiti. Adamo (nella foto) trasformΓ² il monastero in un centro di cultura e di rinnovamento, civile e religioso, in un periodo complesso della storia del Meridione d’Italia. La lunga lotta tra i conti Longobardi e i conquistatori Normanni, in forte ascesa, provocΓ² la nascita di numerose municipalitΓ lungo il Medio Adriatico, tra Abruzzo, Molise e Puglia garganica. I Benedettini, in particolare, favorirono il culto dei santi patroni come modelli politico, etico e culturale. In questo contesto storico, il monastero tremitese, sotto la guida di Adamo, contese prestigio e patrimoni all’abbazia di Montecassino. Nel concilio di Melfi del 1059, l’abate Adamo con autorevolezza difese l’autonomia del monastero di Tremiti al cospetto del papa NicolΓ² II (gli confermΓ² l’indipendenza dell’abbazia), degli imperatori normanni e dell’abate Desiderio di Montecassino. Nel 1071 Adamo fu deposto per volere di Desiderio e morΓ¬ (1072) in eremitaggio nella celletta di San Paolo a Petacciato, in provincia di Campobasso. Le spoglie furono poi traslate a Guglionesi nel 1102, dove fu proclamato santo patrono. Legame che la comunitΓ molisana rinsalda con un pellegrinaggio allβabbazia che fu guidata dal suo santo patrono.
L’Isola di San Nicola rimase, tra le onde e il cielo, testimone di quella ribellione. E ancora oggi tra le mura dell’abbazia e i canti del mare, qualcuno giura di sentire i passi di un uomo che sfidΓ² l’Impero della tonaca… e non chiese mai perdono.
